Epistola di TITO: cap. 5
La grazia che salva
“Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunziare all'empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesú. Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone”.(Tito 2:11-14).
Questi versi racchiudono il cuore di tutta l’epistola. Se gli anziani costituiti da Tito e i membri di chiesa condurranno una vita esemplare, risplenderanno come lo splendore del firmamento (Dan.12:3). Tutti coloro che hanno scelto la via di Dio, anziché quella degli uomini, non solo vivono una vita improntata alla giustizia, ma si leveranno come il sole in tutta la sua forza (Giudici 5:31). La Scrittura parlando del Battista afferma: “Perché sarà grande davanti al Signore. Non berrà né vino né bevande alcoliche, e sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre; convertirà molti dei figli d'Israele al Signore, loro Dio; andrà davanti a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto” (Luca1:15-17). Giacomo afferma che ogni credente che: “…se qualcuno tra di voi si svia dalla verità e uno lo riconduce indietro, costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall'errore della sua via salverà l'anima del peccatore dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati” (Giac.5:20). Dovremmo essere sempre impegnati a essere “…irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita, in modo che nel giorno di Cristo io possa vantarmi di non aver corso invano, né invano faticato” (Fil.2:15). La Bibbia dichiara che “ il Figlio dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto” (Luca 19:10) e questo dovrebbe essere anche lo scopo di coloro che il Figlio ha già cercato e salvato (I Cor.9:16). Paolo conclude la sezione dei consigli pratici con una maestosa descrizione dell’opera di salvezza di Dio, cominciando là dove si dovrebbe sempre cominciare, dalla grazia di Dio. La grazia di Dio è più che un semplice attributo divino, è una Persona divina, Gesù Cristo. Egli non fu solo Dio incarnato, fu grazia incarnata. Egli stesso impersona ed esprime la grazia di Dio, la sovrana, eterna, immeritata, divina offerta di sé, salvifica per tutti gli uomini, che si è manifestata (II Tim.1:9,10; 3:4,5; Luca 2:29,30; Isaia 40:5; Giov.1:14,16). Parlando dell’incarnazione, il famoso teologo Bercoff ha scritto: “di tutti i tempi è il momento della svolta, di tutto l’amore è il culmine, di tutta l’adorazione è il punto centrale, di tutta la salvezza è l’inizio”. In questi versi Paolo riassume il piano eterno della grazia di Dio e presenta alcuni aspetti di questa grazia redentrice di Dio.
- La salvezza dalla condanna del peccato. Quest’unico aggettivo, salvifica, suggerisce l’idea di liberazione, soccorso, ristoro. Nella Sua grazia sovrana Dio salva dal pericolo e dal dolore, e perfino dalla morte (Dan.6:19-22; 3:24-27; Marco 4:39). Egli è l’unico in gradi si salvare dalla condanna del peccato (Isaia 45:21; 43:11; 12:2). Con la Sua morte espiatoria Cristo non salvò tutta l’umanità spiritualmente, ma provvide il mezzo di salvezza per tutti gli uomini, attraverso il quale sarebbero stati salvati (I Tim.2:4; II Pietro 3:9; Giov.3:16; 10:9). Il Signore desidera che tutti giungano a ravvedimento (Rom.5:15-20). Il dovere di ogni credente è quello di annunciare che Cristo è ancora potente a salvare (II Cor.5:18-20);
- La salvezza dalla potenza del peccato.Al verso 12 l’apostolo dichiara che la salvezza dalla potenza del peccato è ancora più importante della salvezza dalla condanna del peccato. In Gesù Cristo la grazia redentrice di Dio spezza il potere e il dominio del peccato nella nostra vita e ci dà una nuova natura che aspira alla santità (I Cor.2:12,13, 16). Paolo ricordò ai credenti di Efeso la loro precedente condizione di peccato (Ef.2:1-3), sottolineando poi la loro liberazione dalla potenza del peccato (vv.4-6; II Cor.5:17; Gal.2:20; Col.3:9,10). Siamo passati dal potere di satana a quello di Dio (Gal.5:19-21,24)
- La salvezza dalla schiavitù del peccato.Infine la salvezza ci libera per sempre dalla schiavitù del peccato (Rom.6:5-7,16-22; Gal.5:1). Mentre prima eravamo proprietà e schiavi del peccato, ora siamo proprietà e servi di Gesù. Come credenti redenti da Dio, dobbiamo dare ulteriore prova della nostra salvezza nell’essere zelanti nelle opere buone (Ef.2:10; Tito 3:8; Ebrei 9:14). Lo stesso Spirito che cui purifica dalle “opere morte” desidera rimpiazzarle con le “opere vive” (Matteo 5:16; I Pietro 2:12; Matteo 5:48).
Gioacchino Caltagirone
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